Era prevedibile arrivasse, e infatti è arrivato: una settimana di sedute in rosso ha portato gli indici americani e europei ai livelli di agosto 2019.
In questi giorni sui telegiornali si sentono notizie come:” bruciati mille miliardi di dollari”, e le persone, vanno nel panico.
Nei mesi scorsi, coi focus mercati, ancora prima dell’arrivo del coronavirus avevo ragionato sul fatto che i mercati fossero molto alti, e che un alleggerimento della quota azionaria, per rientrare sotto forma di piano di accumulo, sarebbe stata la scelta migliore: la scelta e la decisione sta ripagando. Allo stesso modo, all’inizio del coronavirus, avevo portato alla luce dati che dimostravano come fosse naturale una forma a V sull’economia cinese e, se il virus si fosse diffuso negli altri paesi, anche per gli altri paesi.
Sicuramente i mercati avevano un naturale bisogno di scaricare, perché si portavano a dietro 10 anni di profondo guadagno, che ora, la maggior parte degli investitori ha portato a casa, per spostarsi su tranquillità, in attesa del futuro.
I rendimenti del decennale USA infatti sono ai minimi storici, e viceversa l’indice VIX di volatilità è a livelli molto alti, ancora una volta la prudenza sembra essere la soluzione migliore. Allora è cosa buona e giusta andare nel panico? Davvero ci sono questi grossi incendi in giro che bruciano miliardi?
Ci sono vari motivi per cui stare tranquilli, e provo a spiegarli brevemente:
Innanzitutto il mondo è inondato di liquidità, che da qualche parte, prima o poi, andrà o tornerà sui mercati, soprattutto considerando quanto siano bassi/negativi i rendimenti obbligazionari dei paesi sviluppati. Il secondo motivo, è che il mondo va avanti. La mia storia da consulente è iniziata nel 2001, e da lì a pochi mesi c’è stato il disastro Twin Towers. “Le persone non voleranno più” dicevano… e guardate dove siamo arrivati ora. Ho passato la SARS e altre malattie che sembravano anche loro far finire il mondo, ma così non è stato (trovate i dati nell’articolo sul Coronavirus). Ho passato la bolla tecnologica, la paura del 2011, la crisi insensata del 2018… ormai devo dire che le ho viste tutte, e sono ancora qui.
Guardando poi i dati della mia crescita professionale, gli anni bui delle crisi e dei segni rossi sono stati gli anni in cui più ho raccolto, e si spiega per due semplici motivi:
1. Ho sempre risposto al telefono e incontrato gente, anche al sabato e alla domenica come in questi giorni, quando la gente ha paura, e questo servizio da altri parti non viene svolto
2.Dopo grandi segni rossi, momenti come questi di “disruption”, solo le cose buone poi riprendono valore, il mercato fa come una selezione naturale.
In conclusione, il Coronavirus non sarà la fine del mondo, sicuramente alleggerire a gennaio e usare PAC e ETF sull’Oro ha ripagato, ora bisogna capire quanto durerà e soprattutto le riflessioni che il Coronavirus porta dietro: Cina come unico fornitore di mercato, grande liquidità, nuovi tagli dei tassi, rischio inflattivo.
Per tutto quello che succederà e per una consulenza diretta sul proprio portafoglio, anche presso altri intermediari che magari non rispondono, vi aspetto in ufficio!