Oggi vi voglio portare a fare un viaggio nel tempo, nostalgico, partendo da un grande artista: Bob Dylan.
Tra il settembre e l’ottobre del 1963, Dylan scrisse una canzone fantastica, rimasta ancora oggi nei cuori di molti: “The times they’are a-changing”
I tempi stanno cambiando cantava Dylan, e di certo non si riferiva ai rendimenti dei Btp italiani, ma ci aiuta molto. Il mondo cambia, ai filosofi e ai grandi pensatori lascio l’aspetto morale se in meglio o in peggio, sta di fatto che siamo passati a un rendimento del decennale italiano a doppia cifra, a un misero 0,90% attuale. Perché è cambiato il mondo? Perché l’inflazione che un tempo era al 7-8%, ora è sparita, e perché il mondo ha un continuo bisogno di liquidità. Nel 2011 Mario Draghi con il “whatever it thakes” salvò l’Euro e tutta l’eurozona iniziando una politica monetaria accomodante di cui viviamo oggi gli effetti. E’ capitato spesso in questi anni di sentire:” aspetto a investire che si alzano i tassi” o “si prende troppo poco, resto liquido” . Inesorabilmente, come si vede nel grafico seguente, i tassi hanno continuato ad abbassarsi, e sicuramente non per una maggiore solvibilità e stabilità del paese Italia.

L’italiano, innamorato del BTP, si guarda da anni spaesato, tenendo i soldi sul conto (1440 miliardi di euro non sono pochi) e nel frattempo ha perso tutte le performance che il mercato ha fatto. Cosa fare ora? Cosa succederà? Il 2020 è l’anno di inizio di un nuovo decennio, come sarà caratterizzato? Ciò che sempre più spesso da pensare è il detto “LOW FOR LONG”, cioè bassi per sempre. Perché questo? Un innalzamento dei tassi può essere causato da una sfuggita di mano dell’inflazione, e in Europa sarebbe solo una speranza veder ricomparire l’inflazione. In più i tassi bassi permettono alle aziende di avere facilità di credito, indebitandosi a basso prezzo e investendo in innovazione, tecnologia, ricerca.. Cosa fare allora? La soluzione ai tassi in negativo per un investitore privato?
L’income è, come già detto anche in altri focus, la soluzione: portafogli bilanciati con titoli societari di paesi sviluppati, aggiungendo soluzioni accattivanti, in termine di rendimento, come i paesi emergenti ( India e Cina in primis). A questo bisogna aggiungere sicuramente una componente azionaria, che non può non essere presente in portafoglio( come PIC o PAC a seconda della tolleranza al rischio).
Insomma, è un mondo che cambia, e a cui, come cantava Dylan, bisogna adattarsi per non rimanere travolti.
A presto