Pronto? C’è nessuno?

Tre volte a settimana vado a correre, trovo nell’attività sportiva quella valvola di sfogo, che mi fa sentire libero, senza pensieri. Oggi, nonostante mi sia promesso di pubblicare una volta a settimana, vi voglio raccontare cosa mi è successo stamattina, sperando che qualcuno poi, nel privato, mi scriva, mi chieda, dica: “cavolo, anche a me succede, ho bisogno”.

Stavo correndo, con Jovanotti in sottofondo, quando all’improvviso mi suona il telefono: “Sì, buongiorno”.

“Ciao Roberto, scusami se ti disturbo di sabato, ma sto sentendo tante notizie al telegiornale, sono un po’ preoccupata per i miei soldi, cosa possiamo fare? Quanto siamo esposti?”

Cavolo, mi dico, proprio ieri ho scritto sul coronavirus, portando grafici, numeri, dati…predicando quella che è poi la realtà: calma! E la signora invece è preoccupata, ha paura. Penso.. ancora?! Certo che io e Franca(nome di fantasia) ne abbiamo già passate tante: la Sars, la Lehmann, la bolla tech, Gheddafi che scappa a cavallo… e ogni volta prontamente mi chiama preoccupata.

“Franca, guarda, la posizione che hai è tranquilla, abbiamo sempre cercato di diversificare, di tenere un ISR prudente, tenendo un portafoglio 80/20 perché so che non vuole rischiare… poi sa, io non sono preoccupato, ti ricordi quante ne abbiamo già passate e cosa ti ho detto l’ultima volta nel 2018? Spenga la televisione, stai serena, il mondo va avanti, e se le aziende sono sane, non c’è pericolo.”

“Sì lo so,Peri, ma stavolta i cinesi han costruito un ospedale in 10 giorni, qua sembra molto peggio”. A quel punto mi metto a elencare e spiegare l’articolo di ieri, spiegando cosa cambia dal 2003,cosa è diventata la Cina e la medicina nel frattempo, e dicendo che anche nel 2003 poi tutto è finito in nulla.

“Grazie Roberto, allora dico anche a mio marito di star tranquillo, perchè ieri ha provato a chiamare anche in banca e non mi han saputo rispondere, anche loro dicono di aver paura, che non sanno la situazione, non è chiara…coi tempi che corrono, è sempre meglio chiedere. Ci vediamo presto, ciao Roberto”

Metto giù il telefono, accendo nuovamente Jovanotti e subito sono nervoso, arrabbiato: “Ma è mai possibile che la banca le abbia risposto così? Io capisco i telegiornali, vendono notizie di paura perché valgono molto di più, ma io sono un professionista cavolo, io mi sto occupando dei risparmi di Franca, che fatica a mettere da parte, devo essere anche io umorale, panicatore, oppure devo essere la parte razionale per Franca e la sua famiglia?

Poi vado più a fondo del mio pensiero e ragiono su quel che succederà adesso: le persone andranno in banca, spaventate, e venderanno, i soldi finiranno sui conti correnti, mangiati da inflazione e spese folli oppure in polizze e certificati a fittizio “capitale garantito” a costi folli. E’ questo che vuole Franca, o che vogliono Giovanni, Luca , Martina, o te che stai leggendo?

Chi è il protagonista della storia? Tu o la banca? Quante ore di lavoro e sacrificando tua figlia, tua moglie, il tuo hobby, ti è costato mettere da parte quel patrimonio? Vuoi che sia così banale e amatoriale gestirlo? Ancora più in profondità…perchè accetto che sia una persona per cui sono solo un iban, e che al sabato e alla domenica è bellamente a casa a fregarsene di me, gestisca i miei soldi, il mio tempo sacrificato! Eppure io lo pago, eccome se lo pago, almeno 8 euro al mese il conto, più commissioni per ogni bonifico o prelievo, più ogni commissione di entrata, uscita e gestione.

Preso da tutto questo penso però che è per questo che lavoro, per cambiare il “bancacentrismo” in “clientecentrismo” e sono felice di aver risposto a Franca, di averle ricordato tutte quelle che abbiamo passato, dalle crisi al momento in cui mi ha chiesto: “Possiamo fare qualcosa per mettere da parte i soldi per mia figlia?” E’ una soddisfazione mi dico, che ricchezza!

Quante Franca ci sono qui? Non solo voi, ma che conoscete, a cui volete bene. La finanza viene dipinta come un male estremo, lontano, distante, e che invece incrocia la vita le storia di ognuno. Se vi rispecchiate in questa paura, in questo essere Franca , smettete di essere un codice iban ma desiderate un cambiamento, un modo diverso di lavorare.

Concludo con una frase che mio figlio Stefano ha stampata in camera da anni: “Voglio essere un punto interrogativo, non esclamativo”, con l’augurio che ognuno possa desiderare la stessa cosa, voler mettere in discussione un sistema e un mondo che è ormai cambiato e diventare protagonista della propria storia.

A presto

Roberto Peri

Pubblicato da robertoperi

Mi chiamo Roberto Peri, ho 47 anni e lavoro come Financial Advisor per Allianz Bank.

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