Turbolenze in arrivo? 2/3

Dopo il focus degli scorsi giorni sul mercato azionario e soprattutto sull’USA, è interessante soffermarci un attimo sulla situazione macro economica europea soprattutto legata al mondo obbligazionario che tanto gli italiani apprezzano.

Anche le borse europee, hanno vissuto un ottimo 2019, con rendimenti a doppia cifra. Mentre però negli USA i dati macro economici non dimostrano una possibile recessione ma solo un rallentamento ciclico naturale, per quanto riguarda i paesi europei ( trainati dalla Germania) le notizie si fanno più complicate. L’avvicendamento di Lagarde come nuovo presidente della BCE, dopo gli anni di Super Mario Draghi, di cui tutti noi abbiamo un santino nel portafoglio, portano alcuni interrogativi sulla politica monetaria della BCE, non tanto per la politica che possa avere ma più per quanto ulteriore spazio abbia di manovra. Pensare a una BCE che alzi i tassi di interesse risulta improbabile, con un debito sovrano europeo in continua ascesa e un Eurozona a crescita dello “zero virgola”, ma è anche chiaro come ormai le cartucce in mano alla BCE siano poche. Al fianco di una politica monetaria accomodante, che dà risultati a breve termine ma non li trasporta nel lungo, c’è bisogno di una politica fiscale sulla stessa lunghezza d’onda: sono tanti e chiari i richiami degli ultimi mesi sia di Draghi che di Lagarde ai paesi del nord Europa e della Germania di attuare uno shock fiscale per far ripartire l’economia. Quindi è chiaro che il destino dell’eurozona è molto legato a questa politica fiscale accomodante tanto dichiarata ma mai messa in atto, anche perché gli indici manifatturieri e di export degli ultimi trimestri dimostrano come anche un paese solido come la Germania sia molto vicino alla recessione. Per quanto riguarda l’Italia? Purtroppo per i più appassionati del nostro paese, parlare di investimenti e Italia diventa sempre più difficile, ma se vogliamo proprio sforzarci a volerne parlare, abbiamo vissuto un bel 2019, con lo spread che si attesta ormai sui 170 punti e che ha portato a un forte rialzo dei prezzi dei BTP italiani, e che attualmente paga 1,25% a scadenza. Quanto margine c’è ancora per i nostri amati BTP? Probabilmente molto poco, soprattutto perché ultimamente la forbice Bund-BTP si sta chiudendo per un rialzo dei rendimenti dei bund tedeschi, più che una credibilità maggiore di credito dell’Italia. Su quest’ultimo punto però c’è da porsi un importante riflessione: I bund tedeschi attualmente pagano -0.3%, e ci sono arrivati dopo aver toccato anche -0.8% nei mesi estivi: questo meccanismo, non di rialzo dei rendimenti ma di semplice normalizzazione, ha portato grandi perdite sui prezzi delle obbligazioni cosiddette “sicure” e sui fondi Euro, che non sono da sottovalutare. Il debito sovrano europeo, soprattutto dei paesi sicuri, risulta essere quasi più rischioso di un azionario tematico, nonostante ovviamente a facciata così non sembri. Dove andare quindi a cercare dell’income sull’europa? Sulla parte corporate( aziendale) a spread risultano esserci delle occasioni soprattutto tenendo conto del rapporto rischio/rendimento, mentre ragionare attualmente su un azionario focus europa risulta essere difficile: bisogna staccarsi dall’idea di investimento geografico e poggiarsi sulla direzione futura del mondo, valutando, come già detto, i trend del futuro come ambiente, robotica, nutrizione, servizi, senza focalizzarsi geograficamente ma andando a prendere le migliori aziende, mondiali, che possono seguire e sfruttare questi trend.

A presto per l’ultimo focus legato ai mercati emergenti.

Pubblicato da robertoperi

Mi chiamo Roberto Peri, ho 47 anni e lavoro come Financial Advisor per Allianz Bank.

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