Turbolenze in arrivo? (1/3)

Entriamo un po’ nel vivo degli argomenti: che 2020 sarà sul mercato? Cosa possiamo già dire e cosa invece è meno chiaro.

Si sta chiudendo un 2019 che per i mercati è stato a dir poco euforico: come nel 2018 il mercato ha avuto grosse perdite, il 2019 ha fatto segnare un segno positivo per il 95% delle asset class: dal mercato azionario, al mercato obbligazionario, fino all’oro e al real estate. Gli indici americani hanno toccato i massimi storici (S&P e DJ) e le borse europee hanno avuto rendimenti sempre a doppia cifra. Cosa ha favorito tutto questo? Sicuramente la politica monetaria: la BCE ha ulteriormente tagliato i tassi e riproposto un Quantitative easing per aiutare l’economia, ma soprattutto la FED, inaspettatamente, ha deciso di tagliare i tassi per ben 3 volte nel corso dell’anno. Allo stesso modo però, il 2019 è stato segnato da eventi geopolitici importanti: a livello locale le elezioni europee, ma soprattutto la Brexit e la guerra commerciale USA-CINA. Fortunatamente proprio in questi giorni sembra che entrambi le questioni si siano stabilizzate: la vittoria di Boris Johnson e la sospensione dei dazi che dovevano partire il 15 dicembre fanno presagire a una borsa che sarà positiva anche negli ultimi giorni del 2019.  E il 2020? C’è chi parla di recessione, chi di rallentamento ciclico. I dati macro economici, soprattutto per quanto riguarda l’America, non fanno presagire a una recessione: la disoccupazione ai minimi, unita a una probabile politica fiscale accomodante da parte di Trump danno forza ai più che sperano in una Wall Street che si presenterà ai massimi per le elezioni americane. Trump ha due possibilità: presentarsi forte con la borsa americana ai massimi, oppure con una borsa in flessione che sfrutterà per dimostrare che senza di lui la borsa è debola.

A tutti sembra molto più plausibile la prima, lo scoglio più grande però risulta essere la FED: già nel corso di quest’anno non si sono risparmiate le polemiche tra Powell e Trump, che riteneva l’atteggiamento della Fed troppo poco aggressivo, nonostante i 3 tagli dei tassi, e risulta difficile pensare a una FED che intervenga tagliando o alzando i tassi l’anno delle elezioni. Le ultime dichiarazioni della FED infatti vanno in questa direzione. Cosa fare allora? Sicuramente chi, su consiglio del proprio consulente, o anche solo per fortuna, ha deciso di rimanere investito dopo un 2018 da incubo ha vissuto un bellissimo 2019 con rendimenti a doppia cifra, e ora, per quanto riguarda il mercato azionario, deve essere consapevole di una cosa: quest’anno sarà un anno iper volatile. Uscire dal mercato azionario per poi rientrare sotto forma di PAC potrebbe essere la soluzione migliore perché mitiga il vero rischio del mercato azionario: la volatilità. Dove farlo però? Se per il 2019 non risultava importante aver scelto il cavallo giusto, per il 2020 sicuramente lo sarà: il consiglio è di ragionare sulla direzione che sta prendendo il mondo, i trend mondiali: ambiente, consumi, robotica, nutrizione, acqua, sicurezza digitale. Se il 2020 risulterà più difficile di quel che si pensa saranno i trend del futuro a fare la differenza, perché subiranno sì la flessione, ma saranno i primi poi a rialzarsi.

Grazie della lettura.

Pubblicato da robertoperi

Mi chiamo Roberto Peri, ho 47 anni e lavoro come Financial Advisor per Allianz Bank.

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