Dati di questi giorni dicono che in Italia ci sono 1440 miliardi di liquidità sui conti correnti. Perché? Se cerchiamo notizie sui conti correnti, troviamo che i costi dei canoni stanno via via lievitando, in maniera esponenziale nelle banche tradizionali, con a ruota le banche online che li seguono (CheBanca! Nel 2017, FinecoBank pochi giorni fa). Cosa spinge allora il piccolo risparmiatore italiano a lasciare i suoi risparmi lì? Chiedendo ci si sente rispondere sempre lo stesso mantra: “Non si prende niente a investire”, “Si rischia troppo”.
Numeri alla mano ci dimostrano che se avessimo investito 10000 $ in indici azionari 10 anni fa, ora sarebbero 22000$, mentre per il mondo dell’obbligazionario 12000$. Il tutto senza considerare la componente FONDAMENTALE della pianificazione finanziaria, ma affidandosi solamente a indici gestiti da macchine. Mi sento rispondere poi, che se dovessero investire, molti italiani comprerebbero delle case, immobili. Ora la domanda che ci sarebbe da farsi è: “A chi venderò questa casa?” “A che prezzo venderò questa casa?”. L’ Italia è uno dei paesi col più basso tasso di nascite, il che significa che di case, le nuove generazioni, non ne avranno bisogno. Chi invece comprerà la mia casa? L’’Europa sta vivendo grandi cambiamenti demografici, con l’arrivo di etnie diverse. I nuovi acquirenti delle case saranno gli stranieri, e compreranno la casa a un prezzo superiore rispetto a quella che io la sto pagando ora? O forse io, italiano, dopo anni di tasse a carico sul mio immobile, problemi di manutenzione, spese fisse, sarò ben contento di liberarmene? Ciò non significa che l’investimento immobiliare sia a priori perdente, ma è esagerata la convinzione italiana di “andare sul sicuro” comprando casa. Se esistesse un cartellino tecnologico sulle nostre case, come quello che tutti vediamo sul tg in cui ci dice “DJ +0,30%, FTSE MIB -0,50%”, avremmo tutti noi la triste notizia che quotidianamente, la mia casa, è colorata di rosso: quotidianamente perde di valore.
E allora? Se sui conti correnti perdo l’1% di inflazione (concetto che in Italia ancora non è chiaro) più le spese di canone, se il mercato immobiliare pensandoci bene non è così sicuro, e il BTP decennale mi rende l’1,35% con annesso il rischio politico e di ristrutturazione del debito italiano… cosa posso fare?
Il mantra che ripeto è uno solo “pianificare, pianificare,pianificare”. E per farlo, esistono migliaia di prodotti: Sicav, ETF, Unit linked delle più disparate idee di investimento. Se pianifico, il vero rischio del mercato, la volatilità, riesco a gestirla.
Quando si va a vela, non si fissa solamente una meta, ma si controlla che al proprio fianco ci sia un bravo capitano, che abbia chiaro il suo ruolo: Non deve solamente farmi salire sulla barca,caricandomi i costi e lasciandomi in balia del mare, ma deve accompagnarmi nel viaggio e farmi arrivare alla meta con quella che è la mia idea di viaggio, e con il mare(rischio) mosso per quanto posso sostenerlo io. In due parole: “consulenza finanziaria”